Essere genitori oggi – Era digitale”
Essere genitori oggi: una battaglia controcorrente nell’era digitale
Una riflessione personale su educazione, tecnologia e responsabilità adulta in un tempo che corre più veloce della consapevolezza.
Nota personale dell’autore
In questo sito parlo di informatica, sviluppo, automazioni e soluzioni digitali. Ma oggi sento il bisogno di aprire una parentesi diversa, più personale, più umana.
Perché prima ancora di essere un informatico, sono un padre. E come tanti, sto vivendo con amarezza il cambiamento culturale che ci circonda, che colpisce prima di tutto i nostri figli.
Questa riflessione nasce dal cuore, da una stanchezza silenziosa ma costante, da una consapevolezza che cresce ogni giorno: la tecnologia che costruiamo può servire o distruggere, può educare o annientare, a seconda dell’uso che ne facciamo.
Non è un articolo tecnico. È forse il più importante che io abbia mai scritto. Perché riguarda il futuro, non dei sistemi, ma delle persone.
Le sfide di oggi
Questa lettera nasce pensando ai miei figli, una ragazza e un ragazzo in piena età adolescenziale. È una riflessione che nasce dall’amore e dalla preoccupazione per il loro futuro, in un mondo dove educare è diventato un atto di resistenza.
Essere genitori oggi è diventato incredibilmente difficile. Una sfida quotidiana resa quasi impossibile dall’influenza invasiva dei media e dall’uso precoce e incontrollato degli smartphone.
La società sembra prediligere l’apparenza rispetto alla sostanza, e questa mentalità si riflette pesantemente sui nostri figli, esposti fin da piccoli a modelli superficiali proposti dai social network.
Educare controcorrente
Come genitori, tentiamo di insegnare valori fondamentali: rispetto, gentilezza, responsabilità. Ma spesso sembra tutto inutile, perché il mondo esterno spinge nella direzione opposta.
I nostri figli rischiano di essere derisi o emarginati se non si conformano agli standard imposti dalla società digitale. E così, molti genitori, stanchi di combattere, finiscono per arrendersi.
È doloroso vedere bambini di 3 o 4 anni calmati con uno smartphone, privati degli stimoli essenziali per crescere, esplorare, annoiarsi e imparare.
Il vuoto educativo
Le famiglie non sono più sempre luoghi di confronto e dialogo. Spesso delegano completamente alla scuola il compito educativo, salvo poi criticarla per problemi che nascono altrove.
I modelli di riferimento diventano influencer e youtuber, mentre vengono dimenticate figure storiche, culturali e umane che hanno costruito l’identità della nostra società.
Come padre, provo stanchezza, amarezza e delusione. Ma anche la convinzione profonda che arrendersi non sia un’opzione.
Un invito a non arrendersi
È tempo di tornare ai fondamentali: dialogo familiare, responsabilità individuale, presenza adulta reale.
Educare con fermezza e amore non è essere severi. È essere presenti. È avere il coraggio di dire dei no oggi, per permettere dei sì domani.
Solo così possiamo restituire dignità, profondità e futuro alle generazioni che verranno.
